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Trekking in solitaria: come prepararsi al meglio

Trekking in solitaria: come prepararsi al meglio

21 Aug. 2025

Partir en trek seul : comment bien s’y préparer

Una lunga camminata in solitaria è un'esperienza unica e arricchente. Tuttavia, non si improvvisa. Un trek in solo richiede effettivamente una conoscenza dei rischi, una buona preparazione, un itinerario ragionato e una grande capacità di ascolto di sé stessi. Scopri come prepararsi bene per partire in trek da soli.

I rischi di partire in trek da soli

Partire in trek da soli comporta alcuni rischi, che è importante conoscere in anticipo. Prima di tutto, la sicurezza è ridotta. Bisogna far fronte alle situazioni di emergenza senza aiuto esterno. In caso di infortunio o malore, nessuno potrà curarci o contattare i soccorsi al nostro posto.

Inoltre, bisogna prevedere una logistica più impegnativa. In trekking, è fondamentale pianificare bene il proprio itinerario. Bisogna essere pronti a investire tempo ed energia nella preparazione della propria uscita. Altrimenti, si rischia di perdersi o di ritrovarsi senza alloggio né punto di rifornimento.

Come per qualsiasi trekking, le condizioni meteorologiche rappresentano un rischio in trek. In montagna, e in particolare in quota, il tempo può cambiare in pochi minuti. Si può essere sorpresi dalla nebbia, da un temporale improvviso o ancora essere vittime di un colpo di calore. L'assenza di supporto in queste condizioni è quindi da tenere in considerazione.

Infine, la fatica fisica e mentale è più pesante. Camminando da soli, si rischia il sovraccarico o al contrario lo scoraggiamento. Nessuno può aiutare a mantenere un ritmo costante e la solitudine può pesare nei momenti difficili

L'equipaggiamento necessario per camminare in solo

Un trekking in solitaria implica di portare tutto il materiale senza poter condividere il peso. Bisogna quindi trovare un equilibrio tra equipaggiamento completo e leggerezza. 

Le scarpe da trek devono essere robuste e confortevoli. Scegliere un paio adatto al terreno, con un buon sostegno della caviglia e una suola aderente. Per una maggiore stabilità sui sentieri, i bastoncini da trekking sono anche molto apprezzati.

Lo zaino da trekking è indispensabile. Per un bivacco, optare per un modello tra 50 e 70 litri. In ogni caso, privilegiare uno zaino con una cintura ventrale confortevole, bretelle regolabili e una copertura impermeabile.

Per quanto riguarda l'abbigliamento, la tecnica dei tre strati è ideale per un trek. Scegliere uno strato base traspirante, un pile o piumino leggero e una giacca antivento o impermeabile. Completare l'outfit con dei pantaloni da trekking, calzini tecnici, un cappellino o un berretto, guanti leggeri e un buff.

Se si decide di bivaccare, una tenda leggera o un tarp è ideale. Non dimenticare di prendere un sacco a pelo adatto alla stagione e un materassino isolante. Aggiungere anche un fornelletto con combustibile, una pentola, acqua a sufficienza e un sistema di purificazione. Il cibo da bivacco è composto generalmente da snack energetici e piatti liofilizzati o facili da preparare.

Il materiale di navigazione è fondamentale per partire in trek da soli. Si compone di una carta IGN e bussola e di un GPS da trekking. È possibile completarlo con un fischietto, una lampada frontale, un kit di pronto soccorso e un kit di riparazione. 

La scelta di un itinerario adatto

Diversi accorgimenti permettono di scegliere un itinerario adatto a un trek in solitaria. Prima di tutto, è importante adattare la difficoltà, la distanza e il dislivello al proprio livello. Per una prima uscita, evitare i sentieri esposti e i passaggi tecnici. Privilegiare piuttosto un itinerario segnalato, ad esempio su un sentiero GR (Grande Trekking). In questo modo si aumentano anche le probabilità di incontrare qualcuno in caso di problema.

Prima di partire, verificare l'accessibilità e la logistica. Scegliere punti di partenza e di arrivo facili da raggiungere con i mezzi di trasporto. Prevedere anche i punti di rifornimento, i luoghi di rifugio o di bivacco e le soluzioni per gestire la propria igiene in trek.

Oltre a evitare le zone pericolose, bisogna tenere conto delle condizioni climatiche e della stagione. Scegliere un periodo in cui le condizioni sono stabili e verificare le previsioni meteo prima e durante il trek. Pensare a prevedere un itinerario alternativo e non esitare a rimandare l'uscita in caso di maltempo annunciato.

Per maggiore sicurezza, è anche fondamentale informare una persona di fiducia del proprio percorso. Anche se si parte da soli, condividere l'itinerario preciso e la data del rientro previsto. Senza notizie oltre una certa ora, la persona di fiducia potrà così avvisare i soccorsi.

I vantaggi di partire in trek da soli

Se è importante pianificare bene il percorso e adottare alcune misure di sicurezza, partire in trek da soli ha numerosi vantaggi, a cominciare da una libertà totale. Senza compagno di trekking, non è necessario fare compromessi sulla velocità, le soste o le deviazioni. Si decide autonomamente l'itinerario e i propri tempi.

Essendo soli, si è costretti a imparare a gestire la navigazione, l'orientamento, la logistica e gli imprevisti. Il fatto di cavarsela da soli rafforza lo spirito d'iniziativa, l'autonomia e la fiducia in sé stessi. Si è inoltre più aperti agli altri escursionisti, il che dà spesso luogo a scambi più autentici e spontanei.

Il fatto di camminare al proprio ritmo, senza adeguarsi a quello di qualcun altro, permette di superare i propri limiti. Se il sovraccarico non è consigliato, è possibile migliorare la propria resistenza e rinforzare i muscoli. 

L'immersione nella natura è anche più apprezzata. Nessuna conversazione viene a disturbare e si vive un'esperienza più contemplativa e introspettiva. Si è più attenti all'ambiente circostante, alla sua fauna e alla sua flora. Questo momento in piena natura è inoltre propizio alla meditazione attiva. Lo stress diminuisce e ci si ricentra sull'essenziale. 

Come avrai capito, partire in trek da soli è una vera avventura. Nonostante l'importanza di una buona preparazione, è un'esperienza che può trasformare il rapporto con il trekking, ma anche con sé stessi. Non resta che lasciarsi tentare.

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