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Pascal Egli, atleta Cimalp e glaciologo, parte a studiare i ghiacciai dimenticati dell'Himalaya

Pascal Egli, atleta Cimalp e glaciologo, parte a studiare i ghiacciai dimenticati dell'Himalaya

05 Aug. 2026

Pascal Egli, athlète Cimalp, devant un lac glaciaire en haute montagne

Foto: © Matias Puebla

Pascal Egli, atleta del team Cimalp, alpinista e glaciologo svizzero, si prepara a lanciare PEAK, un inedito progetto di scienza partecipativa volto a documentare lo stato dei ghiacciai dell'Himalaya con il supporto delle guide alpine locali. Un impegno sul campo che unisce la sua duplice passione per l'alta montagna e la ricerca ambientale.

PEAK, un ponte tra alpinismo e ricerca scientifica

I massicci dell'Himalaya contano oltre 15.000 ghiacciai, ma meno di 50 sono sottoposti a un monitoraggio scientifico regolare. Nella regione del Ladakh, solo 4 ghiacciai su 1400 sono attualmente monitorati, lasciando un enorme vuoto di conoscenza sull'evoluzione di questi bacini idrici fondamentali per le popolazioni locali.

È questo vuoto che Pascal Egli intende colmare con PEAK, un progetto condotto al fianco di Karuna Sah, esperta di cambiamenti climatici originaria dell'Uttarakhand, regione montuosa dell'India, oggi residente nel Ladakh e proveniente da una famiglia di guide alpine. L'obiettivo: fare affidamento su guide e alpinisti che percorrono già questi itinerari tutto l'anno per raccogliere semplici dati sul terreno, come fotografie di paline di misurazione, producendo così indicatori affidabili sull'accumulo e sulla fusione della neve.

Un metodo validato sulle Alpi prima dell'applicazione sull'Himalaya

Pascal Egli su una cresta innevata in alta montagna

Foto: © Matias Puebla

Prima di essere testato in quota sull'Himalaya, il metodo sarà calibrato nelle Alpi svizzere, in collaborazione con GLAMOS, la rete di riferimento per il monitoraggio dei ghiacciai elvetici. Le misurazioni raccolte sul campo dalle guide saranno confrontate con i dati dei glaciologi professionisti, così da garantire l'affidabilità del protocollo prima della sua applicazione nel Ladakh.

Una volta validato, il metodo sarà applicato su itinerari di montagna molto frequentati nel Ladakh, inclusi ghiacciai già monitorati dagli istituti di ricerca indiani e ghiacciai finora mai documentati. Le guide locali saranno formate direttamente sul campo al fianco degli scienziati, con l'obiettivo di garantire la continuità di questa raccolta dati ben oltre la conclusione del progetto pilota.

Pascal Egli, una vita tra le vette e la ricerca

Pascal Egli in un selfie in vetta, equipaggiato Cimalp

Professore associato di geografia presso l'Università NTNU di Trondheim in Norvegia, Pascal Egli è anche un atleta di montagna da oltre 26 anni, attivo nella corsa in montagna, nell'alpinismo e nello sci fino a oltre 7000 metri di altitudine, nonché istruttore per il Club Alpino Svizzero. Questo doppio ruolo, tra attività sul campo e competenza scientifica, è proprio ciò che rende possibile PEAK: sviluppare un protocollo di misurazione sufficientemente semplice per essere eseguito da non scienziati, senza compromettere il rigore dei dati.

Un progetto che si sposa perfettamente con i valori di Cimalp, marchio outdoor impegnato al fianco di atleti che non si limitano a scalare le montagne, ma si dedicano a comprenderle e proteggerle.

Sul campo: record di velocità al Kang Yatse 2

Pascal Egli in vetta al Kang Yatse 2

Foto: © Karuna Sah

Presente nel Ladakh per la fase di acclimatazione del progetto PEAK, Pascal Egli ha approfittato del suo passaggio ai piedi del Kang Yatse per tentare un record cronometrico sulla sua vetta secondaria, il Kang Yatse 2 (6250 m), itinerario di riferimento per i trekker della regione. La cima principale rimane invece chiusa tutto l'anno a causa dell'innevamento eccessivo.

Partito alle 5:15 del mattino, ha raggiunto la vetta in esattamente due ore, compresi cinque minuti di pausa, migliorando di un'ora il record precedente stabilito su questo itinerario. Una prestazione ottenuta con un equipaggiamento minimalista (scarponi da montagna ramponabili, zaino da corsa, imbracatura e una sola vite da ghiaccio di sicurezza), resa possibile da condizioni ottimali e da una ricognizione della vetta effettuata due giorni prima.

Un'ulteriore occasione per ricordare che la profonda conoscenza del terreno, acquisita nel corso di simili uscite, è proprio ciò che consente a Pascal, glaciologo di formazione, di elaborare protocolli di misurazione affidabili che le guide stesse potranno applicare sul campo nell'ambito di PEAK.

Un progetto sostenuto e orientato al futuro

PEAK beneficia già del sostegno della Sustainable Mountain Alliance (Svizzera) e della Kilian Jornet Foundation, e potrebbe, nel tempo, fungere da modello per una scienza partecipativa applicata ai ghiacciai estesa ad altri massicci dell'Asia centrale o delle Ande. Un primo passo concreto verso una migliore comprensione dello stato dei ghiacciai del tetto del mondo, portato avanti da chi li vive quotidianamente.

Questo impegno sul campo riflette l'approccio di Cimalp, che da oltre 60 anni pone il rispetto della montagna al centro delle proprie scelte. Seguiremo Pascal Egli durante tutta la sua spedizione e aggiorneremo questo articolo man mano che effettuerà nuove scoperte sul terreno.

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