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Orientamento nell'escursionismo: 7 consigli utili

Orientamento nell'escursionismo: 7 consigli utili

11 Sep. 2015

Orientation en randonnée : 7 conseils utiles
Ti ritrovi perso nel mezzo della natura? E per di più senza bussola, il GPS senza batteria… insomma sei in difficoltà! Ecco le regole essenziali da ricordare per ritrovare l'orientamento durante il Trekking o il trek.

Imparare a leggere una carta

È un prerequisito che può evitare molti errori di orientamento nel Trekking. Per imparare a leggere una carta, allenati, vicino a casa, in una zona che conosci bene. Prova a darti una scala di valutazione delle distanze sulla scala della tua carta percorrendo un itinerario a te noto. Individua un pendio e scalalo per farti un'idea chiara delle curve di livello. Leggere una carta non è insormontabile e richiede solo un po' di pratica. Prima di partire per il Trekking, prenditi del tempo per studiare la carta, visualizzare il percorso e individuare i punti di riferimento essenziali: l'orientamento nel Trekking e nel trek è spesso questione di preparazione ed è necessario conoscere i luoghi attraverso lo studio preventivo della carta.

Conoscere la propria velocità di progressione

Per alcuni sarà 5 chilometri all'ora, da 300 a 400 m di dislivello positivo all'ora, da 600 a 800 m in discesa… ma per ogni persona può essere diverso. La tua esperienza deve quindi portarti a conoscere i tuoi valori di riferimento personali, utili per l'orientamento nel Trekking. Il giorno in cui ti perdi, a mezz'ora di cammino dall'ultimo punto noto, puoi quindi situare e tracciare sulla carta attorno a quel punto noto un "cerchio di incertezza" di raggio 2 km se la tua andatura è di 4 km/h. È utile anche calibrare il proprio passo: conta il numero di passi su un chilometro su strada. Questo numero ti sarà inevitabilmente utile se un giorno hai un'indicazione del tipo "il ponte sul fiume è a 800 m dall'incrocio tra i 2 sentieri". Ti basterà fare una piccola proporzione e contare i tuoi passi per determinare approssimativamente la distanza da percorrere.

Orientamento nel Trekking grazie alle stelle

Non sempre facile ma può tornare utile. In piena notte luminosa cerca la costellazione dell'Orsa Maggiore: somiglia chiaramente a un mestolo dal manico spezzato. All'estremità del manico la Stella Polare indica la direzione del Nord. Da ricordare: l'Orsa Maggiore è spesso bassa sull'orizzonte; inutile cercarla esattamente sopra la tua testa!

Orientamento nel Trekking grazie all'orologio

Naturalmente per farlo occorre un orologio con le lancette! Attenzione all'ora legale e a tutto ciò che ne consegue: mettiti all'ora solare. Se sei in estate porta indietro l'orologio di 2 ore, in inverno di un'ora soltanto. Naturalmente puoi farlo mentalmente ma è più semplice spostando le lancette. Una volta impostato l'orologio sull'ora solare, punta la lancetta piccola (quella che indica le ore) in direzione del sole. La direzione del sud è quindi data dalla bisettrice tra questa direzione e quella delle 12: ovvero la retta che divide quell'angolo in 2 angoli uguali. È molto semplice dando uno sguardo allo schema qui sotto e soprattutto esercitandosi un po'.

Punti di riferimento lontani e intermedi

Quando ti dai una direzione da seguire, prendi come punto di riferimento sia un punto lontano (una cima, una grande antenna o un campanile) sia un punto intermedio (la sommità di una collina, un edificio): questo ti permette un orientamento continuo più pratico e soprattutto evita di perdere i riferimenti dietro una curva se il punto intermedio scompare in un avvallamento del terreno. Se siete in più persone, mandate qualcuno avanti dandogli delle indicazioni, poi correggete la sua rotta. Poi fategli aspettare, per esempio 250 m più avanti, e raggiungetelo. Procedete così di tratto in tratto per assicurarvi di seguire una rotta precisa. È molto pratico procedere così quando ci si orienta con la bussola o con una carta e si deve seguire una direzione precisa. Ovviamente non fate tutto il vostro Trekking in questo modo; riservate questo metodo per le situazioni delicate.

Tracciare un itinerario di "arresto"

A volte è necessario tracciare un itinerario alternativo o dare indicazioni a delle persone (che devono separarsi, ad esempio). È utile visualizzare sulla carta un itinerario che funzioni per tappe con dei "fino a" e facile da capire. Ad esempio potrebbe essere: "seguire il torrente fino al bordo della foresta, poi a destra, seguire il bordo della foresta fino alla falesia, poi a sinistra, seguire la falesia fino al sentiero… ecc.". Spesso non è la via più breve ma permette di dare indicazioni fisiche facili da capire e da individuare.

Saper deviare dalla propria rotta

Esempio: stai cercando una passerella che attraversa un fiume. Cercare di puntare dritto sulla passerella molto probabilmente non porterà a destinazione (vegetazione, rilievo, ostacoli…) e a quel punto non si sa più dove cercare, a destra o a sinistra. Scegli piuttosto di deviare di qualche grado la tua rotta e punta quindi, diciamo, a destra della passerella. Quando raggiungi la riva, ti basta percorrerla verso sinistra per trovare la meta. Questo tipo di navigazione a stima è molto pratico quando lo si padroneggia e lo si utilizza nel modo giusto. È, in origine, una tecnica militare, che può essere molto utile per facilitare l'orientamento nel Trekking al fine di raggiungere un punto preciso. Infine, effettua punti intermedi frequenti. Ci sono ancora persone che tirano fuori la carta dopo 3 ore di cammino: è troppo tardi! Bisogna assolutamente fare punti regolari ogni 20 o 30 minuti se si vuole avere un'idea abbastanza precisa del percorso che si sta seguendo. Ogni cambio di direzione o punto particolare deve essere occasione per un rilevamento sulla carta. Anche se nel gruppo qualcuno protesta, spiega loro che un piccolo minuto perso può a volte essere salutare quando si comincia a smarrirsi. Inoltre, un buon orientamento nel Trekking o nel trek risulta spesso dalla combinazione di più metodi, incrociandoli a intervalli regolari. Orientarsi significa anche osservare. Il Trekking ne risulta così ancora più piacevole: si unisce il piacere degli occhi e la conoscenza del paesaggio all'utilità e alla sicurezza di un orientamento sicuro e affidabile.

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