Il riscaldamento prima di camminare può sembrare, a prima vista, piuttosto inutile! Ma che si sia un escursionista esperto o principiante, riscaldarsi è molto importante per evitare gli infortuni. Prima, durante e dopo il trekking, gli esercizi di stretching sono indispensabili per mantenere il ritmo e non danneggiare il proprio corpo.
Riscaldamenti benefici durante e dopo il trekking
Praticare alcuni esercizi di stretching prima del trekking sarà altrettanto benefico per il corpo durante la camminata e dopo. Prima di partire, il riscaldamento risveglia il corpo e lo prepara allo sforzo che dovrà affrontare. Questa preparazione permette di ridurre i rischi di incidenti e infortuni (contratture, elongazioni…). Se si è principianti, consentirà di non sottoporre il corpo a uno sforzo troppo importante tutto in una volta. Se si è un escursionista esperto, questi esercizi di stretching ridurranno ulteriormente i rischi di infortuni cronici legati allo stesso tipo di movimento.
Gli esercizi di stretching eseguiti prima di partire avranno un'azione sulla circolazione del sangue e quindi sull'ossigenazione dei muscoli. Con prestazioni ad alte prestazioni, si avranno meno sensazioni di tensione o bruciore ai polpacci nelle salite, ad esempio. Allungarsi prima e dopo uno sforzo intenso di camminata migliora il recupero fisico. Non si avranno dolori alla schiena o alle ginocchia il giorno dopo e, ancora meglio, ci si sentirà molto più rilassati e pronti per affrontare una nuova giornata di trekking.
Stretching attivo e passivo
Si possono distinguere due tipi di stretching: quelli detti "attivi" e quelli detti "passivi". Se i primi sono da eseguire prima del trekking, i passivi sono invece da fare durante e dopo. Prima della partenza, scalda il corpo camminando lentamente, ad esempio, e risveglia le articolazioni (testa, caviglie, spalle, polsi…). Passa quindi allo stretching attivo contraendo e rilasciando un muscolo per qualche secondo; termina allungandolo.
Durante lo sforzo fisico, approfitta dei momenti di pausa per fare qualche stretching passivo e non lasciare che il corpo si raffreddi completamente. Una volta arrivati a destinazione, non fermarsi di colpo: pensa a fare una nuova sessione di stretching passivo. Per farlo, trova una posizione che allunghi il muscolo e procedi gradualmente respirando. Questo esercizio può durare una ventina di secondi, ripetendolo 2 o 3 volte. Non dimenticare anche di coprirsi per non prendere freddo dopo la fine dello sforzo.
Alcuni consigli per riscaldarsi correttamente
Gambe, schiena, collo, spalle… adatta gli esercizi di stretching alle proprie esigenze. Il consiglio principale da tenere a mente è saper ascoltarsi e adattare gli esercizi e la camminata a ciò che ci si sente in grado di fare. In un gruppo, non tutti sono allo stesso livello: in questi casi è ancora più importante conoscere i propri limiti. Lo stretching, come il trekking, non deve essere praticato nel dolore.
Mangiare bene, bere regolarmente, utilizzare bastoncini da trekking, avere uno zaino meno pesante… tutti questi accorgimenti possono sembrare banali, ma un buon equipaggiamento e una buona igiene di vita permettono anche di sentirsi meglio durante il trekking.