Se hai letto il nostro articolo «Come usare bene una bussola in trekking?» hai già i principi di base per utilizzare la tua bussola. Lo scopo di questo secondo testo è insegnarti a fare una triangolazione con la bussola: un'operazione che deve aiutarti a orientarti se sei perso in trekking o a verificare la tua posizione. È un esercizio semplice, ma è utile conoscerne i principi prima di trovarsi in una situazione critica.

In quali casi fare una triangolazione con la bussola?
Per poter fare una triangolazione è necessario potersi orientare rispetto a elementi notevoli del paesaggio (campanili, cime…), quindi avere visibilità. Si escludono quindi le situazioni di nebbia e visibilità ridotta. La triangolazione viene utilizzata per verificare la propria posizione o per sapere dove ci si trova se si è persi in trekking.
Quali strumenti servono per fare una triangolazione?
È necessario avere ovviamente una bussola ma anche una cartina della zona in cui ci si trova. E una vera cartina, se possibile. Ho visto ancora di recente persone partire in terreno sconosciuto in paese straniero, fare un trekking di 5 ore con un depliant turistico con una cartina imprecisa, senza scala e fatta di piccoli disegni per dare solo un'impressione d'insieme! È assolutamente necessario avere una vera cartina ufficiale o al peggio una copia di essa. Altro strumento necessario: una penna o una matita. Personalmente ho sempre una matita (non si scarica) fissata alla mia bussola!
Come fare una triangolazione con la bussola?
Prima di tutto, prendere il proprio tempo. Una buona triangolazione con la bussola richiede un po' di attenzione e di tempo. Non è indicata nelle situazioni d'urgenza in cui il tempo stringe.
Prima di tutto è necessario orientare la cartina. Abbiamo visto come farlo qui. Una volta orientata la cartina, non spostarla più.
Successivamente bisogna prendersi il tempo di osservare il paesaggio e scegliere punti di riferimento chiaramente identificabili. Ne servono almeno due, ma un terzo apporterà una maggiore precisione. Non bisogna scegliere questi punti di riferimento nella stessa direzione, altrimenti la misura sarà imprecisa e molto incerta. Scegli punti di riferimento abbastanza distanti l'uno dall'altro.
Si può scegliere un campanile, una cima o un monte, un'antenna GSM, una torre dell'acqua. È necessario essere in grado di individuare questi punti anche sulla cartina e non confondersi. Non confondere una cima con un'altra, ad esempio.
Effettua quindi una puntamento verso il primo punto di riferimento: cioè senza spostare la cartina ma orientando la bussola verso il punto, utilizza il bordo rettilineo della bussola come supporto e traccia la retta che parte dal punto di riferimento. La cartina e la freccia magnetica della bussola rimangono ovviamente orientate a Nord.
Effettua poi la stessa operazione puntando il secondo punto di riferimento e poi eventualmente il terzo.
Successivamente prolunga le rette tracciate sulla cartina. Il punto o la zona di intersezione di queste rette è il luogo in cui ti trovi!

La precisione non sarà mai assoluta, ma sarà più che sufficiente per individuare correttamente la propria posizione.
Non esitare ad allenarti in una zona conosciuta! Non bisogna aspettare di trovarsi in una situazione critica per provare questo esercizio. Puoi farlo anche dal tuo appartamento, dal giardino di casa, o durante un trekking che fai spesso.
Un altro consiglio: hai fatto una triangolazione con la bussola e hai trovato la tua posizione: uff, tutto bene… ti riorientati e riprendi il cammino o comunque ti rimetti in marcia. Non esitare a perdere un po' di tempo di nuovo e quindi rifare una triangolazione (dopo 20 minuti di marcia, ad esempio) cercando di scegliere un nuovo punto di riferimento. È un buon modo per confortarsi nella scelta della direzione e per «consolidare» e verificare il proprio orientamento precedente. Fallo… anche se sei sicuro di te!

La triangolazione con la bussola per orientarsi in terreno sconosciuto è un metodo affidabile se lo si padroneggia almeno un po' e lo si pratica regolarmente. Dopo un certo tempo si può persino farlo abbastanza rapidamente a mente, senza tracciare linee sulla cartina, per un orientamento rapido. Alcune persone diranno: «Oh, io non mi complico la vita con questo, un telefono o un GPS bastano». Sì, salvo che le zone non coperte esistono, le batterie scariche anche, e credetemi, in genere, come per una legge della serie, è proprio quando si è persi in trekking, dopo ore a girarsi in tutti i sensi, che ci si ritrova senza batteria e inevitabilmente in una zona senza copertura telefonica! Non è mai troppo prudente saper orientarsi con i propri mezzi!