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Escursione e yoga nei Paesi Baschi: un concentrato di sensazioni uniche per ritrovare connessione con l'essenziale

Escursione e yoga nei Paesi Baschi: un concentrato di sensazioni uniche per ritrovare connessione con l'essenziale

28 Apr. 2014

Randonnée et yoga au Pays Basque : un concentré de sensations uniques pour se relier à l’essentiel
[caption id="attachment_7261" align="alignleft" width="300"]Trekking e yoga Postura di yoga in un sito incantato © Bertrand Siess[/caption]

A un'ora di strada dall'Oceano, ai confini del Labourd e della Navarra, ai piedi delle creste di Iparla sul cammino aereo di Compostela, esiste un piccolo paradiso preservato accessibile solo agli iniziati... È in questo «santuario» naturale che vi porto, dove le cascate naturali rivaleggiano con le più belle vasche, dove i grifoni si lasciano facilmente osservare lungo scogliere vertiginose, dove le storie dei contrabbandieri e dei pastori si mescolano ai resti delle miniere d'oro dell'epoca romana

Questo gioiello di verde può essere scoperto da tutti i curiosi di una natura preservata, dagli amanti di valli isolate e sentieri nascosti sotto una vegetazione rigogliosa.

Al termine del trekking, in una radura ombreggiata cullata dallo scorrere rassicurante del fiume, propongo una sessione di yoga in piena natura accessibile a tutti… Niente di meglio per alleggerire il corpo e la mente, e immergersi ancora di più in questo luogo magico.

Camminata e bagno nel cuore di una valle perduta, sotto l'occhio acuto dei grifoni

Il trekking inizia lungo il Baztanko erreka (il fiume del Baztan) con un panorama spettacolare lungo le scogliere, dove si profilano già nel cielo le sagome affusolate di decine di grifoni. Lì si erge, con tutta la sua modestia, Baxasagar (la fattoria dei meli selvatici) ancora attiva, con i suoi famosi iratze meta (covoni di felci).

Un vecchio sentiero pastorale ci condurrà verso errota (il mulino) attraverso prati aperti e alcune borde (bergerie) restaurate. Questi mulini di frontiera hanno servito fin dall'epoca napoleonica per rifornire le truppe fino alla ritirata del 1813, poi per tutto il 19° secolo durante le guerre civili carliste in Spagna. Servivano a rifornirsi durante il continuo va e vieni delle famiglie, dei pastori, dei contrabbandieri e ogni sorta di passatori attraverso questa frontiera «amministrativa» così arbitraria per i baschi.

[caption id="attachment_7259" align="alignleft" width="214"]Bagno durante un trekking e yoga Il bagno magico dell'Aritzacun
© Bertrand Siess[/caption]

In prossimità della diga e del canale prosciugato, i più coraggiosi potranno nuotare o rinfrescarsi nel fiume che originariamente svolgeva il ruolo di confine naturale tra Iparralde (le 3 province del Paese Basco Nord, lato francese) e Hegoalde (le 4 province del Paese Basco Sud, lato spagnolo). Dopo aver raggiunto la riva sinistra, ci addentreremo sempre più a monte attraverso cascate e vegetazione lussureggiante, verso un villaggio abbandonato negli anni '80 e progressivamente restaurato.

Questo villaggio (che ospitava ancora dopo la guerra più di una trentina di famiglie!) fu abbandonato perché l'unica uscita dalla valle verso sud era chiusa ai civili. In cima, sull'altopiano del Gorramendi (montagna rossa), le forze della NATO si erano insediate a partire dagli anni '50 chiudendo ogni via di fuga alla popolazione locale. I dintorni del Gorramendi rimasero così una sorta di «terra incognita» sulle carte dello stato maggiore prima di essere smantellati negli anni '90.

[caption id="attachment_7264" align="alignleft" width="213"]Sentiero dei contrabbandieri Sentiero dei contrabbandieri
© Bertrand Siess[/caption]

Il ritorno avverrà attraverso i sasi (felci e cespugli) lungo uno splendido sentiero dei contrabbandieri a balcone che si può ancora percorrere grazie alla presenza quasi permanente dei pottok (piccoli cavalli della montagna basca) e dei manex (razza locale di pecore da latte). Negli anni '70, su questo tipo di sentieri di frontiera percorsi da una dogana mobile più o meno compiacente e «partecipativa», decine di mandrie di mucche e pecore attraversavano quotidianamente il confine: pezzi di ricambio di «Citroën» verso sud e merletti verso nord!

Salita sul sentiero dimenticato dei mulattieri per osservare i grifoni ai nidi

[caption id="attachment_7262" align="alignleft" width="211"]Uno dei promontori di osservazione dei grifoni Uno dei promontori di osservazione dei grifoni © Bertrand Siess[/caption]

I più sportivi avranno la possibilità di accedere direttamente all'altopiano tramite un sentiero ripido (450 metri) oggi abbandonato dalle greggi e scavato nella roccia con lastre di pietra naturale. Se il sentiero può risultare vertiginoso per alcuni, rimane una via regale e poco conosciuta che permette di osservare i nidi dei grifoni a pochi metri, le femmine in cova e persino il soffice piumino dei giovani esemplari a occhio nudo! (a partire da marzo).

Ci troviamo in una riserva naturale ancora accessibile, dove più di 500 coppie di grifoni trovano allo stesso tempo vitto… e alloggio! Infatti, la montagna basca è percorsa da numerosi animali al pascolo: pottok (piccoli cavalli baschi), ardiak (pecore), ahuntzak, behiak, urdeak (capre, mucche, maiali…). I grifoni possono così usufruire più facilmente di carcasse naturali o persino di ossari volontari lasciati dagli allevatori in quota, senza dover percorrere centinaia di chilometri per nutrirsi. Inoltre, questo sito storico è un luogo privilegiato di osservazione per gli appassionati…

[caption id="attachment_7260" align="alignleft" width="220"]Con i piedi nell'acqua Camminata con i piedi nell'acqua
© Bertrand Siess[/caption]

Sull'altopiano a 650 metri, dove il panorama si apre verso sud fino al Pic d'Orrhy (vetta dei Paesi Baschi a 2017 metri), che domina due cascate vertiginose, i fiumi nascenti hanno inciso il rilievo e ci offrono splendide micro-valli molto poco battute: dei giardini dell'Eden sotto la faggeta ombreggiata con luci abbaglianti e vasche naturali

Potremo seguire il corso d'acqua «con i piedi nell'acqua», nel cuore di una natura intensa e sempre più densa sulle rive diventate impraticabili: un trekking esotico anche per i più esperti!

Sessione di yoga in un luogo incantevole in piena natura

[caption id="attachment_7263" align="alignleft" width="217"]Sessione di yoga in piena natura Sessione di yoga in piena natura
© Bertrand Siess[/caption]

Al termine del trekking, per immergersi ancora di più in un paesaggio così straordinario nelle vicinanze dell'oceano, niente di meglio di un momento di silenziosa distensione del corpo e della mente. Con una semplice attenzione ai suoni dell'ambiente e al proprio respiro, dopo alcune posture di allungamento, semplici esercizi di concentrazione e un momento di rilassamento, sarà possibile raggiungere soprattutto un momento di presenza interiore in ascolto delle proprie sensazioni.

Ecco un percorso di trekking e yoga che ti invito a condividere nei Paesi Baschi, verso sempre più autenticità e consapevolezza di sé. Per me è un eterno incanto condividere luoghi così affascinanti e che offrono una tale evasione a ogni tipo di pubblico: dalle famiglie con bambini ai gruppi di adulti sportivi.

A titolo di presentazione, accompagno gruppi in montagna da 19 anni e insegno yoga tradizionale sulla costa basca da 6 anni. Ho scelto di vivere e lavorare in Euskal Herria, tra Mare e Montagna, perché è un concentrato di paesaggi estremamente variegati, combinati a un rilievo complesso, un clima capriccioso e naturalmente una storia travagliata e una cultura tradizionale ricca e colorata.

Per maggiori informazioni, non esitate a consultare il mio sito e scoprite il mio album fotografico e gli altri trekking a tema. Per le vostre prossime vacanze nei Paesi Baschi, contattatemi per e-mail.

Milesker Ikusarte, Grazie e a presto, Bertrand SIESS

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