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Come scegliere il proprio abbigliamento di secondo strato per l'escursionismo?

Come scegliere il proprio abbigliamento di secondo strato per l'escursionismo?

19 Dec. 2015

Se sei un escursionista esperto, sai bene che partire per un trekking senza un secondo strato e solo con una t-shirt è imprudente e sconsigliato. Un tempo la scelta era limitata e spesso si indossava un classico maglione o un capo caldo in cotone (non raccomandato). Oggi l'offerta di capi tecnici è vastissima e non è sempre facile orientarsi! Ecco un articolo che ti guiderà tra i diversi materiali disponibili per aiutarti nel tuo prossimo acquisto.

capo secondo strato: gilet in piumino sintetico

Classificheremo questi capi per tipologia di isolante, poiché è la proprietà fondamentale da ricercare: il materiale isolante trattiene infatti il calore corporeo impedendone la dispersione verso l'esterno. È il modo migliore per stare al caldo con il proprio secondo strato. Tuttavia, occorre prestare attenzione alle proprietà traspiranti di questo strato, che deve evacuare correttamente l'umidità della traspirazione per non trattenere il bagnato a contatto con il corpo.

I materiali utilizzati per un capo secondo strato

I pile

Le fibre denominate pile sono generalmente realizzate a base di poliestere, PET (polietilene tereftalato) e/o altre fibre sintetiche (talvolta anche riciclate).

I punti di forza del pile sono:

• Altamente traspirante.

• Asciuga rapidamente e comunque più in fretta rispetto a fibre sintetiche, lana o piumino.

• Isola anche da bagnato.

• Prezzo accessibile

• Manutenzione e lavaggio abbastanza facili.

• Buona resistenza all'abrasione e agli strappi

I punti deboli sono:

• Rapporto isolamento/peso discreto: il pile è piuttosto pesante rispetto al piumino, al sintetico e alla lana.

• Poco comprimibile: più ingombrante rispetto al piumino e alle fibre sintetiche.

Le fibre in pile sono utilizzate nei capi omonimi (giacche in pile a pelo corto o lungo), ma anche nelle giacche softshell (giacche morbide al tempo stesso isolanti, antivento e idrorepellenti: puoi trovare maggiori dettagli leggendo l'articolo sulle giacche softshell). Esistono inoltre pantaloni, guanti e berretti in pile, e questa fibra può essere impiegata anche come fodera in alcuni capi.

Inoltre, i capi in pile sono pratici e spesso più economici rispetto a quelli realizzati con altri isolanti. Per questo motivo molti escursionisti li scelgono per uscite in giornata o trekking di più giorni, anche se non sono i capi più tecnici e performanti.

Le fibre sintetiche

La grande maggioranza delle fibre sintetiche è composta principalmente da poliestere ed è spesso realizzata cercando di imitare le proprietà del piumino naturale.

I punti di forza delle fibre sintetiche:

• Isolano bene, anche impregnate di umidità.

• Asciugano abbastanza rapidamente, anche se più lentamente rispetto ai pile

• Meno costose rispetto al piumino naturale

• Discreto rapporto isolamento/peso

• Più comprimibili rispetto ai pile

• Manutenzione piuttosto facile.

I punti deboli:

• Rapporto isolamento/peso inferiore rispetto al piumino

• Meno comprimibili rispetto al piumino e più ingombranti.

• Meno durevoli nel tempo rispetto al piumino.

• Meno traspiranti rispetto al pile, al piumino e alla lana.

Le fibre sintetiche vengono utilizzate principalmente per piumini, gilet o giacche. I piumini in fibra sintetica sono generalmente meno compartimentati rispetto a quelli in piumino naturale, poiché le fibre sintetiche si muovono meno e rimangono meglio in posizione.

È quindi un'ottima scelta per avere un capo abbastanza leggero e isolante senza spendere quanto per il piumino, affrontando al contempo la traspirazione e l'umidità esterna.

I piumini

Il piumino naturale è composto da piume d'oca o d'anatra, con il piumino d'oca generalmente considerato di qualità superiore.

I punti di forza del piumino:

• Eccellente rapporto isolamento/peso – molto leggero. Superiore agli altri isolanti.

• Altamente comprimibile e poco ingombrante.

• Eccellente durabilità.

I punti deboli:

• Scarso isolamento quando è umido.

• Asciuga abbastanza lentamente.

• Prezzo più elevato.

• Meno traspirante rispetto al pile.

• Manutenzione e lavaggio delicati.

• Alcune persone possono esserne allergiche.

Il piumino è utilizzato principalmente in capi tipo piumini. I capi in piumino sono strutturati a scomparti per mantenere il piumino in posizione ed evitare che, spostandosi, crei zone prive di imbottitura e quindi senza un adeguato isolamento. È per questo motivo che tutti i capi in piumino naturale presentano la caratteristica trapuntatura a boudin.

Il piumino è un eccellente isolante in condizioni asciutte. I capi in piumino sono da privilegiare per il riposo o gli sforzi moderati, per evitare che la sudorazione ne riduca le prestazioni. Bisogna inoltre assicurarsi che non prendano acqua, situazione in cui isolerebbero pochissimo o per nulla.

I capi in piumino rappresentano quindi un'ottima scelta come secondo strato per coprirsi la sera alla tappa, in rifugio o vicino alla tenda. Consentono di limitare il peso dello zaino ed evitano di dover sovrapporre più pile quando fa molto freddo.

Gli ibridi

Ogni tipologia di isolante presa singolarmente non è perfetta e presenta punti deboli, risultando materiali specifici ma poco versatili per usi diversi. Negli ultimi anni, tuttavia, i produttori hanno sviluppato fibre ibride o tessuti che combinano più fibre. L'obiettivo è semplice: unire i punti di forza dei diversi materiali eliminandone i limiti, ottenendo al contempo prodotti con un eccellente rapporto qualità-prezzo.

Esistono molte tipologie di ibridi:

• Piumino sottoposto a trattamento idrofobo per limitare il suo principale svantaggio, ovvero il fatto di isolare poco o nulla quando è umido. Rimane comunque meno efficace rispetto ad altri materiali.

• Capi in piumino sintetico. L'idea è offrire un prodotto ad alte prestazioni a un prezzo accessibile. Caldo quanto un piumino naturale, questo tipo di piumino sintetico, come ad esempio in Primaloft, è molto pratico perché altamente compattabile: è l'isolamento sintetico più caldo e leggero al mondo.

• Pile in lana e fibre sintetiche per conferire resistenza ed elasticità al comfort termico della lana.

• Pile antivento e idrorepellenti – i famosi softshell. Si tratta di un ibrido tra un secondo e un terzo strato. Danno vita a giacche estremamente versatili e adatte a molteplici attività, poiché spesso abbinate a una sottile membrana esterna morbida e idrorepellente che protegge da pioggerella e piogge leggere. Questo le rende giacche polivalenti e spiega il grande successo dei capi softshell.

Il secondo strato o la fibra perfetta non esistono (o non ancora), ma ogni soluzione presenta qualità specifiche utili da conoscere per compiere una scelta mirata in base all'uso previsto e alla compatibilità con l'attrezzatura già a disposizione. Ecco dunque i parametri essenziali per valutare le caratteristiche dei capi da acquistare ed equipaggiarsi al meglio per andare in escursione in totale serenità.

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