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Scegliere il proprio primo trekking: quali domande porsi?

Scegliere il proprio primo trekking: quali domande porsi?

23 Feb. 2016

Una delle domande che mi vengono poste più spesso è: «quale itinerario consigli per un trek?» e spesso questa domanda viene da un principiante! Ed è davvero difficile rispondere di punto in bianco, senza conoscere meglio le aspirazioni della persona, le sue capacità e la sua motivazione. Ecco quindi, riunite qui, le domande giuste da porsi e alcuni elementi di riflessione per scegliere il proprio primo trek.

Ma prima di tutto, definiremo comunque cos'è il trekking: in origine è solo una parola per designare l'escursionismo a piedi su più giorni in regione montuosa. Oggi la definizione si è un po' ampliata e raggruppa tutte le escursioni itineranti su più giorni.

scegliere il proprio primo trek

Scegliere il proprio primo trek: quale durata?

La durata del trek dipenderà essenzialmente dalla capacità fisica e mentale di camminare in autonomia per più ore al giorno. E anche di sopportare un comfort limitato in bivacco o in rifugio. Un primo trek ideale per iniziare è di circa 5 giorni: è sufficiente per avere il piacere del trekking itinerante senza essere troppo lungo per evitare una stanchezza pronunciata. In ogni caso, è necessario disporre di almeno una settimana per poter raggiungere l'itinerario e ripartire comodamente senza essere troppo pressati dal tempo.

Dove andare?

La maggior parte dei trek si svolge in un ambiente montano. Ma esistono eccezioni, ovviamente. Se si opta per la montagna, resta da scegliere il tipo di montagna: più o meno vicina a casa, più o meno alta, più o meno isolata. La scelta dovrà essere dettata tanto dalla propria capacità quanto dal tempo disponibile. Un trek nella Cordigliera delle Ande non richiede lo stesso sforzo e lo stesso tempo disponibile di 5 giorni nei Monti dell'Alvernia! È bene dosare con cura i primi trek. Tutti abbiamo sognato davanti a contrade lontane e immense, ma per testare la propria capacità di montare un bivacco e vivere in autonomia è un salto nel buio piuttosto importante. Per iniziare, consiglio un giro dei Monti dell'Alvernia o un giro nel Queyras o nel Mercantour. Ci si farà le ossa senza grandi rischi e si trarrà sicuramente piacere.

Dosare la difficoltà

Il trekking è per sua natura accessibile a tutti coloro che amano camminare, qualunque sia il loro livello. Ma esistono differenze importanti di difficoltà tra gli itinerari. La difficoltà di un itinerario è legata a 2 criteri principali: la durata e il dislivello.

Un principiante potrà facilmente fare 4 ore di cammino al giorno con un dislivello ridotto. Un camminatore con una buona forma fisica coprirà senza problemi 4-6 ore di cammino al giorno con un dislivello compreso tra 400 e 700 metri per tappa. Un camminatore molto allenato, sportivo e preparato, farà più di 6 ore di cammino al giorno con un dislivello compreso tra 600 e 1000 metri ogni giorno. Un trekker esperto che ha macinato chilometri su molti sentieri, effettuerà più di 6 ore di cammino al giorno con un dislivello di circa 1000 metri al giorno, in totale autonomia.

Attenzione, questi valori sono valori quotidiani, ripetuti per più giorni. Se si è poco allenati e si sono già fatte 7 ore di cammino una domenica, non bisogna immaginare troppo in fretta di poterlo fare agevolmente ogni giorno con uno zaino ben carico, e questo per 6 o 7 giorni di fila.

Procedere per tappe e progressivamente! Iniziare con un trek facile e poi passare al livello superiore. Non bruciare le tappe troppo in fretta. È una questione di salute e di sicurezza!

In gruppo o da soli?

Il consiglio è di non fare il proprio primo trek da soli. Per ragioni di sicurezza ma anche di morale: in gruppo ci si sostiene, ci si motiva e si progredisce più facilmente. In seguito, se si ama la libertà, si potrà partire da soli quando si avrà un po' di esperienza. Ma l'ideale è partire con qualche amico o in famiglia. Il sentiero sembra meno lungo, i momenti di stanchezza più sopportabili, e lo zaino sarà normalmente meno pesante, poiché si condividono alcune cose! Evitare i gruppi troppo numerosi e fare attenzione anche a un equilibrio delle capacità di ciascuno.

scegliere il proprio primo trek

Rifugio o totale autonomia?

È importante capire che la totale autonomia implica di portare la tenda, il piumino, la pentola e il cibo. Quindi un peso non trascurabile sulle spalle! Detto ciò, ci sono anche grandi vantaggi: è possibile dormire dove si vuole (o quasi), accorciare o allungare le tappe a piacimento ed essere più vicini alla natura, trovando una pace davvero piacevole. Il peso supplementare da portare per un trek in totale autonomia è di 5-7 kg. È sempre possibile alternare rifugio e autonomia e consumare alcuni pasti in rifugio, ad esempio. Si guadagna un po' in peso di cibo e soprattutto ci si concede pasti «piacere» con qualcosa di diverso dal liofilizzato. Per i principianti, sarà meglio evitare la totale autonomia sui primi percorsi. La presenza del rifugio è talvolta rassicurante e offre punti di sicurezza sull'itinerario.

Scegliere il proprio primo trek è essenziale: condizionerà il piacere e la voglia di ricominciare. Essere umili all'inizio e non cercare troppo lontano! Un ambiente familiare in un terreno un po' conosciuto è sempre più facile per fare le proprie ossa rispetto a una contrada lontana di cui non si parla la lingua e di cui non si è davvero immaginato il clima! E poi, perché non trovare un amico un po' più esperto per accompagnare nel primo trek: è un ottimo modo per imparare e accumulare esperienza, pur essendo rassicurati!

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