Il Breheimen, che si potrebbe tradurre come «Casa dei Ghiacciai», è una regione montuosa del Centro-Ovest della Norvegia. Con i piedi immersi nella dolcezza dei Fiordi e la testa fieramente adornata dal candore di quello che è il più grande insieme di ghiacciai attivi in Europa, ma al di là della geografia, un massiccio dalle magnifiche variazioni.
Accompagnatore di Montagna, ho sempre avuto una passione per la Scandinavia e in particolare per la Norvegia. Ogni soggiorno mi regala una quiete che purtroppo è diventata rara nelle nostre montagne, una natura davvero preservata, un paesaggio dove il matrimonio tra acqua e minerale non lascerà mai indifferenti. È nel cuore di questa grandiosa Norvegia che vorrei portarti, e sono pronto a scommetterci: non ne uscirai indifferente.
La mattina ai piedi del Fiordo
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© David Rigault[/caption]
Questa è una colazione da non trascurare. Appena il tempo di sognare l'epoca dei Drakkar e di immaginarsi alla partenza di una spedizione marittima. Il mare è ai nostri piedi, e il colore turchese del Lustrafjord non può che confermartelo. Poi, Svein (il proprietario del nostro Hytte, tipico chalet norvegese) ti spiega che la vita non è sempre semplice ai piedi del Breheimen. La strada scorre a tornanti lungo il Fiordo e dopo l'uscita dal tunnel la dolce luce ci mette subito nell'atmosfera giusta. Lassù, le vette che non si riescono ancora a scorgere, ci aspettano. È proprio il sentiero che parte ai piedi del fiume, eh sì, il mare sempre così vicino. Superato il tumulto dei flutti che si scontrano sui blocchi, la visione di «viole del pensiero», fiori arrivati direttamente dai Vosgi, ed ecco la nostra prima ascensione. Salita ripida, scandita da un cupo rombo. Sempre più forte si avvicina. Poi la nebbia ci avvolge, passiamo ai piedi di una delle maestose cascate norvegesi. Girandosi, brivido garantito ammirando il fondo della valle, 400 m più in basso.
In fondo al sentiero, un altro mondo
Attenzione, la salita si farà più dura: una breccia da attraversare, poi improvvisamente lo sbocco del torrente, un cielo immenso dal blu limpido, quel blu che si prolunga rapidamente nel blu puro del lago con sullo sfondo il bianco elmo di un ghiacciaio, la barba verde dei pendii e le loro rughe di roccia. Qua e là alcuni Hytter disposti lungo il lago. Dobbiamo costeggiarlo per 2 ore, questo «piccolo» lago. La visione si apre sempre di più e dietro di noi si stagliano le maestose vette dello Jotunheim. È il tetto della Norvegia che abbiamo davanti agli occhi. Si possono distinguere senza difficoltà il Glittertind 2434m e il Galdhøpiggen 2469m, le due vette più alte norvegesi.
I Vichinghi delle montagne
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Barca secolare © David Rigault[/caption]
Il tempo di voltarsi verso il nostro sentiero appena tracciato, e di trovarsi faccia a faccia con una barca secolare. Il suo legno naturalmente cerusato indica la sua grande età, ma ancor più è la sua costruzione a clinker a colpire. Il clinker è la tecnica particolare messa a punto per costruire i celebri «Drakkar»: sovrapposizione longitudinale delle tavole dello scafo, fissate con rivetti metallici.
No, non stavo sognando stamattina: i Vichinghi hanno conservato il loro savoir-faire per secoli, per viaggiare ma anche per pescare a più di 800 m di quota nelle montagne.
Vacanza nel verde
Il cammino prosegue tra betulle e stoppie, i piedi nel verde e il naso all'aria, dove si stagliano picchi e ghiacciai. Un'intera tavolozza di colori che orna i blu dei flutti e dei cieli. La giornata passa in fretta in un tale scenario, ed è sul pavimento di un Hytte «rosso Norvegia» che riprendiamo le forze. Resta da costeggiare ancora un'ora il pendio scosceso per raggiungere il nostro rifugio, o meglio i nostri rifugi.
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© David Rigault[/caption]
La notte non arriverà presto, non prima dell'1:00, ma il riposo e il pasto non possono aspettare. Sorpresa, al rifugio siamo attesi. Olav è falegname, è appena arrivato… in elicottero. Normale, perché il DNT (il Club Alpino Francese Norvegese) lo paga per la manutenzione dei rifugi, e visti i lunghi inverni (se si vogliono paragonare le condizioni climatiche con le Alpi bisogna tenere a mente che i ghiacciai sono presenti già a 1500 m) la bella stagione è breve! Poiché deve rifare una parte del pavimento del rifugio principale durante la nostra lunga serata dell'estate nordica, ci ritroviamo nell'annesso. Non temere, questo ancestrale riparo di pastore ristrutturato con i suoi blocchi di scisto e il suo tetto di torba non è pronto a crollare. All'interno una stufa a legna nell'anticamera e poi la nostra camera fatta di travi di pino e roccia, unica e fuori dal comune. A noi il pasto con vista sul lago e sullo sfondo i picchi dello Jotunheim, grazie Olav!
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David Rigault